Dopo pochi minuti di traversata si raggiunge Torno, ai piedi del Monte Piatto, sulla sponda orientale. Località celebre per la produzione di tessuti e arazzi, conserva ancora nella struttura e negli edifici le caratteristiche del borgo medioevale con in due nuclei raccolti l'uno attorno alla quattrocentesca parrocchiale di Santa Tecla, affacciata sul porticciolo, con portale e rosone gotici, l'altro vicino alla chiesa di San Giovanni, del trecento, con torre campanaria in stile romanico. Da qui parte un sentiero (circa 1.5 km) che porta ad una delle più antiche ville del lago, Villa Pliniana, che con il prospetto a loggiato si specchia solitaria e suggestiva nelle acque, circondata da una folta vegetazione. La villa fu fatta costruire nel 1573 dal Governatore di Como, il conte Giovanni Anguissolo. Il nome le deriva dalla Fonte Pliniana, che riversa le sue acque a intermittenza, e alla quale si interessarono sia Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale, sia il figlio Plinio il Giovane. Meta di viaggiatori e personaggi illustri, la villa diede soggiorno, tra gli altri, a Stendhal, Foscolo, Rossini, Bellini, Berchet, Byron, Shelley e Fogazzaro, il quale, ispirandosi alla storia qui vissuta dal principe Belgioioso con la duchessa Plaisance, vi ambientò il romanzo Malombra, pur trasferendolo poi idealmente sul lago di Segrino.